Lunedì, 22 Settembre, 2014

Il maestro Muti si dimette dal Teatro dell'Opera

Riccardo Muti, un grande italiano che da' lustro al nostro paese in tutto il mondo, si e' dimesso dalla direzione del Teatro dell'Opera di Roma a causa della piccineria, del provincialismo, dell'arroganza fuori tempo massimo e della sfrontatezza delle sigle sindacali che proteggono quell'ente. Ed e' anche per questo che la battaglia per l'abolizione dell'art. 18 non va considerata un fatto tecnico-legislativo che puo' colpire o meno i lavoratori (cosa non vera, peraltro), ma una questione eminentemente sociale e politica". Lo afferma Andrea Vecchio di Sc.

"E' ormai necessario abbattere questo intollerabile baluardo dietro cui, mentre l'Italia affonda, si nasconde vigliaccamente la minoranza novecentista e arrogante del Pd, quella sinistra
sindacale vecchia, inservibile in un Paese che deve prepararsi a sfide globali e non a infinite lotte intestine di stampo medievale. Dunque, anche il referendum sbandierato come un'arma da quel che resta della triste nomenclatura del Pd, a partire dal mediocre Bersani fino all'ultimo dei suoi mediocrissimi sodali, non ci spaventa. Sappiano Bersani e i suoi che Scelta civica continuera' a battersi affinche' i sindacati e certa sinistra vengano riconosciuti per quello che sono: difensori ipocriti di chi ha contribuito a distruggere questo Paese.

Ovvero tutti coloro che hanno un lavoro o una pensione iperprotetti, a fronte di milioni di giovani precari e disoccupati senza alcun futuro. Ne abbiamo davvero abbastanza di maschere ideologiche, di bonta' un tanto al chilo e di finti deboli", conclude Andrea Vecchio.