ELETTIVO O NON ELETTIVO, QUESTO E’ UN PROBLEMA!

Osserviamo con attenzione il percorso di questo Governo, nelle cui intenzioni davvero tanti italiani hanno riposto la fiducia. Almeno questo è quanto risultato dalle ultime Elezioni Europee, a cui un po’ tutti hanno dato anche un valore politico e di valutazione sull’attuale attività di governo.

Tante infatti sono le iniziative che questo Esecutivo sta intraprendendo, alcune condivisibili altre decisamente meno. Tra quest’ultime annotiamo di certo l’idea di costituzione di un nuovo, eventuale, Senato della Repubblica non elettivo.

 

Va bene infatti il superamento del bicameralismo perfetto, che tanto ha impantanato l’attività legislativa negli ultimi decenni, ed anche la diminuzione del numero dei membri, ma la non elezione dei suoi componenti lascia alquanto perplessi.

Infatti la proposta iniziale del Governo può essere così sintetizzata: “Senato non elettivo, senza indennità, 150 persone, 108 sindaci dei comuni capoluogo, 21 presidenti di regione e 21 esponenti della società civile che vengono temporaneamente cooptati dal Presidente della Repubblica per un mandato». Successivamente la proposta, dopo una mediazione interna alla maggioranza, pare essere stata elaborata nel cosiddetto Senato dei 100: “5 scelti dal Quirinale, 21 sindaci e, soprattutto, 74 consiglieri regionali selezionati tra i 1014 eletti a tale carica nelle venti regioni italiane”.

Ora, in ogni caso, i problemi appaiano ben più di uno.

Partiamo dal notare che una delle ultime buone Leggi fatte in questo Stato, è quella sulla incompatibilità degli incarichi. Infatti, o si fa bene e con impegno il parlamentare, oppure fai altrettanto bene e con altrettanto impegno l’amministratore locale, e questo il Presidente Renzi dovrebbe ben saperlo. Tutti e due contemporaneamente, invece, la storia stessa ha dimostrato che proprio non funziona.

La selezione di questi eventuali Senatori invece non si capisce assolutamente come venga fatta inoltre, in un Senato così strutturato (tra l’altro i costi della sua elezione sono molto limitati dato che, attualmente, si svolge in contemporanea con quella della Camera dei Deputati), verrebbe a crearsi un problema di rappresentatività, non certo ben comprensibile infatti se composto solo da “indicati” o “nominati”.

Oggi è davvero impensabile immaginare una cosa del genere, a cui già molti sono decisamente contrari, ancor di più se i “nominati” provengono poi da amministrazioni locali.

In un periodo poi in cui la cosiddetta casta risulta sempre più avversa alla popolazione, organizzare una “Casta della Casta”, dato che sembra si voglia andare anche verso l’immunità dei suoi componenti, parrebbe davvero anacronistico, oltre che profondamente sbagliato.

Cambiare verso, oltre che un ottimo slogan politico elettorale è anche, di certo, una nobile intenzione, ma solo se lo si fa… nella giusta direzione, o no?!

Gian Piero Ventura Mazzuca